Don SantiniCronaca della Parrocchia di Santa Maria a Pulica
iniziata dal Sac. Giuseppe Santini nell’anno 1943,
essendo vicario spirituale

S. Maria a Pulica

Fino al presente anno 1943 non vi è nell’archivio alcun documento che parli della Parrocchia e della Chiesa di Santa Maria a Pulica.
Il giorno 17 luglio 1943 io Sacerdote Giuseppe Santini, parroco di San Donato a Livizzano venivo eletto vicario spirituale di Santa Maria a Pulica perché il 13 luglio era morto all’Ospedale di Bologna il parroco Don Giorgio Monti.

Dopo poco cominciavo la cronaca come vuole il sinodo diocesano.
La parrocchia di Pulica sembra che sia stata molto popolata perché si trovavano qua e là vestigia di fabbriche demolite.
Riguardo al nome “Pulica” vi sono due opinioni tradizionali.

Una che la parrocchia di Pulica acquistasse il relativo suo nome da un avvenimento di contagio sterminatore, cioè da una terribile peste, che distrusse tutti gli abitanti di questa località: (Pulita, cioè tutti morti; in seguito per la pronunzia difettosa Pulìca e infine nell’uso comune Pùlica); l’altra che il depredatore lucchese Castruccio Antelminelli nelle sue escursioni con le sue feroci masnade irruppe in Val di Pesa.

Infatti si afferma che venendo egli ad invadere il Castello di Quarantola, tra il fiume Pesa e il torrente Virginio alla base del colle ove era la chiesa parrocchiale di San Gaudenzio martire, già poi soppressa ed annessa a quella di Santa Maria a Pulica, ebbe un forte scontro ove lasciò molti cadaveri dei suoi compredoni.
Inferocito per tal perdita, salito a San Gaudenzio, si fermò in tal parrocchia.
Seguitando poi quella assurda scorreria, si vuole che allora mettesse nella periferia di Pulica e nel popolo di Livizzano tutto a fuoco e fiamme e atterrando ciò che gli batteva davanti.
Di qui tutto raso al suolo, pulita e poi pulica quindi Pulica.

A dir vero ad assicurare di questa opinione servono i seguenti fatti.
Prima di ogni altra cosa l’essere stato trovato un campo piuttosto vasto pieno di ossa umane ad una certa profondità in occasione in cui vi si fece fare dal Modenese Francesco V diverse fosse per porvi piante campestri.
Questo campo è situato tra l’angolo del fiume Pesa e dove sgorga il torrente Virginio.

Lo confermano le vestigia di case rovinate e demolite che trovansi spesso più qua e più là tanto nel popolo di Pulica come di Livizzano, e lo constata la notizia che ci somministra il cronista Giovanni Villani nel libro IX c. 318 “Quarantola in Val di Pesa”, Casale, la cui chiesa parrocchiale di San Michele nel secolo XVIII fu annessa alla parrocchia di Sant’Andrea a Botinaccio nel piviere di Coeli Aula con giur a circa 6 miglia a est  di Montespertoli diocesi e comp. di Firenze.

Lo stesso Casale fu arso e distrutto e depredato dalle genti di Castruccio allorché nell’ottobre del 1325 esse irruppero in Val di Pesa e di là insieme si recarono a Giogoli (Giovanni Villani, nella cronaca suddetta, come afferma pure il Repetti).

Essendo così questa ultima opinione è più consentanea al vero della prima.
Infatti la via ora distrutta, che conduceva dalla Pesa a San Gaudenzio e passava dalla chiesa di Pulica e dal Sacro oratorio dal titolo di Sant’Antonio abate pochi passi distante da Santa Maria a Pulica era, si crede, la via maestra che conduceva al castello di Quarantola, come vedasi anche al presente dalle tracce.

La collina di Pulica viene dal torrente Turbone divisa ove è situato il Casale di Quarantola di cui non sono rimaste al presente che solo tre casupole, due delle quali ora sono proprietà della distinta famiglia Rousseau, l’altra proprietà della chiesa di Botinaccio.

Ubicazione
La Chiesa di S. Maria a Pulica si trova sopra una collina a settentrione, nella via che da Montelupo conduce a Montespertoli nella valle della Pesa.
Essa è contrassegnata dai confini del fiume Pesa e dai torrenti Virginio e Turbone.

Questa parrocchia posta nel Comune di Montelupo Fiorentino, provincia di Firenze, arcidiocesi di Firenze, attualmente vaca del parroco e dista dalla Pieve di San Giovanni a Montelupo (di cui è suffraganea) circa cinque chilometri.

La suddetta chiesa nella forma sua attuale, rappresenta la figura di una croce greca, ed è decorata dell’altare maggiore e di tre altari laterali.
In origine ne fu patrona la nobile famiglia Frescobaldi e compatrone le nobili famiglie Tempi e Ridolfi per le ragioni della soppressa parrocchia di San Gaudenzio annessa a questa di Santa Maria a Pulica.

Ma nel 1787 esse rinunziarono a questa onorificenza a favore della mensa arcivescovile fiorentina.
Nel popolo di Santa Maria a Pulica ebbero signoria i conti Cadoluigi e gli Adimari, ma più tardi furono i Frescobaldi patroni di detta chiesa.
Essa confina con le appresso di San Donato a Livizzano, Sant’Andrea a Botinaccio, San Giovanni a Montelupo, San Martino a Carcheri, a settentrione, per un tratto del fiume Pesa e con San Michele a Castiglioni a levante, lungo un tratto del torrente Virginio.

Il popolo di Pulica fino al 1851 fu compreso nel distretto di Lastra a Signa.
I Frescobaldi vennero patroni della prioria di Santa Maria a Pulica da quando una certa Frescobaldi vedova di Donato Adimari, per sentenza pronunziata dagli arbitri nel 1373, guadagnò il podere in esso popolo (Archivio diplomatico fiorentino, carte di Cestello).
Questa chiesa ha la sua esistenza prima del 1373.

Il giorno 13 del mese di luglio don Giorgio Monti moriva nell’Ospedale di Bologna, lontano dal suo popolo sebbene avesse desiderato chiudere i suoi occhi a Pulica ed il giorno 17 luglio S. Eminenza il Cardinale mi eleggeva Vicario Economo di tutte e due le parrocchie.
Da quel giorno cominciai a curarmi della parrocchia di Pulica al pari di quella di San Donato, non trascurando funzioni né feste di consuetudine ed anche questo popolo mi seguì nei miei desideri.

Dal giorno di Natale al primo dell’anno 1943 – 44, fu tenuto a Pulica un corso di missioni predicate dal molto reverendo Don Omero Mariotti.
Numerosi furono coloro che intervennero ogni sera e ogni mattina e che si accostarono ai sacramenti specialmente nell’ultimo giorno delle missioni.

Dopo le missioni veniva istituita l’associazione di gioventù di azione cattolica femminile.
Fra Pulica e San Donato furono consegnate alle giovani 26 tessere, 12 aspiranti.
Inoltre vennero distribuite 18 tessere agli aspiranti maschi, fra maggiori e minori.
Fu istituito il coro parrocchiale composto di circa 15 uomini e 25 donne.

2 risposte a Breve storia di Pulica

  • Vorrei sapere, per mia cultura personale perche’ il Santo Vincenzo Ferrer e’ patrono protettore della Localita’ di Pulica.
    Se fosse passato da questo paese, predicando come domenicano ed in che periodo.

    Mi piace molto la Storia, ci fosse qualcuno che e’ informato e possa rispondere al mio commento.
    Grazie

    • Gent.ma Ivana
      le rispondo privatamente inviando una mail al suo indirizzo do posta in quanto gli allego un poco di storia del Santo Vincenzo Ferrer, storia che comunque può trovare anche su internet, altro non conosciamo di questo Santo.
      Marco Simonatti

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