“Gruppo di Preghiera di Padre Pio”
Relazione della riunione dei giorni 20-21-22-23 settembre 2017

L’aria serena e fresca con il cielo terso di questo settembre, ha favorito l’afflusso di fedeli nei giorni 20-21-22,  per la celebrazione del triduo in memoria di san Pio da Pietrelcina, culminato con la festa del suo beato transito il giorno 23.

Sono momenti indimenticabili, perché la preghiera nutre l’anima assetata del suo Dio, sale al cielo per ritornare come pioggia benefica che disseta, cura e santifica.

Il ricordo, la memoria in particolare del beato transito del santo di Pietrelcina è sempre un momento particolare per la chiesa di San Donato, perché don Mario ci ha lasciato una grande testimonianza di amore e legame a questo santo che lo aveva chiamato “confratello” e “figliolo”.

Mi tornano in mente tanti episodi che don Mario amava raccontarci della sua esperienza e dei suoi incontri con Padre Pio; uno in particolare gli stava a cuore, quando entrando nella sala san Francesco, Padre Pio gli battè la mano destra sulla spalla destra in segno di saluto e subito in ginocchio don Mario gli baciò la mano sentendo lo squarcio delle stimmate e le crosticine.
Un fotografo riprese quell’attimo e per un mistero insondabile la foto molto grande ancora oggi si trova nel corridoio prima di arrivare alla cameretta di Padre Pio.

E’ l’incontro di due anime grandi che si riconoscono, è l’amore che sgorga tra il santo e il sacerdote a cui è stato affidato il peso dell’opera di San Donato.

E’ un grande mistero, perché fra tanti sacerdoti, frati e padri che sono andati a San Giovanni Rotondo, proprio don Mario doveva rimanere immortalato in quel santuario dove ogni anno si avvicendano tanti pellegrini per chiedere grazie, con fede e devozione al Santo e alla Santa Madre delle Grazie, Maria Santissima.

Tutto dimostra quanto sia stato voluto dal Cielo questo incontro o meglio gli incontri di due anime grandi unite dall’amore alla santa Madre Chiesa, a Gesù, a Maria per il bene delle anime, sostenuti da una fede adamantina, una obbedienza assoluta, unita alla preghiera, alla sofferenza che in qualche modo li ha accomunati ognuno nel suo stato e secondo i disegni del Padre Celeste.

Un altro episodio che testimonia questa unione che ci raccontava e che si trova anche nel suo libro “Un prete di campagna ovvero il prete dell’attesa” è quello del 23 settembre 1968, ma ecco le sue testuali parole:” Ricordo il 20 settembre 1968, andai a salutare Padre Pio, era seduto su una poltrona di vimini, teneva nella mano destra il Rosario, la mano sinistra era libera:” E che vuoi?” mi fece. “Padre sono venuto a salutarla”.
E lui battendo la mano sinistra sulla mia spalla sinistra mi disse “Tante cose belle figliolo”, e lo salutai.
Il 23 settembre, alle due e mezzo, mi sveglio, e dopo dalla radio e dalla televisione vengo a sapere che Padre Pio è morto alle due e mezzo.

L’unione, lo Spirito Santo agisce su chi vuole, quando vuole e come vuole, ma è sempre presente nella Chiesa, nei suoi pastori e nel popolo che segue la via diritta.

Al pensiero di questi tre giorni di preghiera e soprattutto del coronamento con la memoria del beato transito dovremmo essere tristi, perché un santo, un padre, una madre per tutti noi ci ha lasciato, ma riflettendo sulle sue sofferenze e sul coronamento della gloria del Paradiso che si è ampiamente meritato, possiamo e dobbiamo gioire.
Ora da cielo ci segue e noi dobbiamo continuare ad amarlo, a pregarlo invocando la sua potente intercessione verso Gesù, verso Dio Padre e verso la Madonna la Vergine Santissima.

Poi dobbiamo ricordare cosa diceva ai figli spirituali: “ Quando morirò resterò alla porta del Paradiso fintanto che l’ultimo dei figli spirituali non sarà tornato alla casa del Padre”.

Don Mario raccomandava a tutti di iscriversi al Gruppo di Preghiera perché così diventavano figli spirituali di Padre Pio e si mettevano sotto la sua protezione.

A proposito del 23 settembre 1968, riporto qui un brano di Gennaro Preziuso, letto a suo tempo nella “Voce di Padre Pio” del novembre 2002: “ La sua anima , avvolta dalle tenebre della “notte oscura”, non è per nulla certa di trovarsi in grazia di Dio e ritiene di aver abusato troppo della misericordia divina.
“Come un bambino pauroso”, con voce implorante dice al padre Pellegrino: “ Resta con me, figlio mio!”.
E gli stringe forte le mani.

Chiede l’ora in continuazione.
Sembra preoccupato di far tardi ad un importante appuntamento.
Per assicurarsi un primo suffragio, esprime al confratello il desiderio che la Messa del mattino venga celebrata per lui.
Poi vuole confessarsi.

Dopo aver domandato perdono a Dio, raccomanda al padre Pellegrino: “ Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato e chiedi ai confratelli e ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia”.

Santa umiltà, fondamento di tutte le virtù cristiane.

Tutti più o meno conosciamo la vita del santo cappuccino, sappiamo della sua sofferenza, immagine del Cristo crocifisso.
Sappiamo di tante conversioni, miracoli e grazie operate per sua intercessione; tutte cose edificanti utili per la nostra fede e speranza, ma una cosa mi ha colpito nell’omelia del Cardinale Ernest Simoni il giorno 23 del beato transito quando ha detto a proposito della Casa Sollievo della Sofferenza.
Padre Pio un giorno disse ai suoi collaboratori che in quella montagna rocciosa, li sarebbe sorto un ospedale che sarà il più grande d’Europa.
Una profezia che andava al di la di ogni previsione conoscendo le asperità di quella terra, ma che ci dice quanto il Cielo ha i suoi disegni su chi lo ascolta e si dona interamente per il bene delle anime unendo le sue sofferenze a quelle di Gesù Crocifisso.

La Casa Sollievo della Sofferenza è un’opera grandiosa sostenuta da tutto il popolo che ha creduto a questo umile fraticello e continua a sostenerla anche con i gruppi di preghiera voluti dal padre e diffusi in tutto il mondo.

La preghiera unita alle opere testimonia la grandezza del santo, la sua veridicità, la sua perfetta unione a Gesù unico salvatore delle anime.

Vorrei chiudere con un semplice episodio della vita di Padre Pio ascoltato durante il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo nel novembre 2016 e raccontato da un figlio spirituale di Padre Pio nativo del luogo e pur nella sua semplicità, ci fa riflettere su come il Signore ascolta e opera attraverso i suoi santi.

Cosi ci ha raccontato: “ Un parrocchiano di San Giovanni rotondo, un povero contadino, molto vicino a Padre Pio, un giorno preoccupato per i suoi raccolti chiese al padre che benedisse i suoi campi.

Il padre benevolo gli chiese da che parte fossero i campi e poi impartì la benedizione.
Nei giorni che seguirono venne la pioggia e la grandine che rovinò molti raccolti nei campi vicini, ma in quelli benedetti rimase tutto intatto.

Grandi, piccoli miracoli o grazie, ma sempre Dio ascolta e provvede secondo i suoi insondabili giudizi.

Anche don Mario, talvolta a chi si rivolgeva a lui per preghiere e benedizioni abitando lontano chiedeva da che parte fosse la sua casa, poi impartiva la sua benedizione che sicuramente aveva i suoi effetti benefici.

Ad Jesum per Maria

Direttore spirituale: Don Cristian Meriggi

Capo gruppo e segretario: Marco Simonatti

PS: Il Gruppo di preghiera alla data odierna ha raggiunto il numero di 1958 iscritti, con una presenza alle celebrazioni di circa 100/120 fedeli ogni giorno e circa 200 il giorno 23, con tante comunioni.

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