Gruppo di preghiera di Padre Pio

Relazione della riunione del 24 febbraio 2017

Serata speciale quella del nostro gruppo, perché con la Santa Messa di Padre Pio è iniziata la “Maratona di Preghiera”, circa quarantasette ore ininterrotte con preghiere, meditazioni e tanta, tanta adorazione al Santissimo Sacramento.
L’Eucaristia, il più grande dono che il Signore ha fatto a noi e alla sua Chiesa; il più sublime atto di amore di un Dio verso le sue creature elevate alla dignità di figli mediante il Sacramento del Battesimo.

C’è un’atmosfera diversa questa sera, la gente che è venuta sembra avere accolto con entusiasmo questa iniziativa, viviamo tempi difficili sotto molti aspetti e allora avere una chiesa come San Donato, dove possiamo rifugiarci dagli affanni terreni, per immergersi in atti veramente utili per la vita interiore dell’anima è una grazia speciale.
San Donato è un rifugio sicuro dove vive Maria, dove con la preghiera possiamo trovare quel nutrimento tanto utile all’anima, che si mette in diretto contatto con il suo Signore, il Dio di amore e misericordia infinita.

L’Essere infinito che vive al di fuori del tempo ci ha donato il tempo, gli anni, i mesi, le ore i minuti perché possiamo vivere per Lui e un giorno goderlo nell’immensità dei Cieli Celesti.
Dovremmo porci più spesso la domanda di quanto tempo dedichiamo al Signore, eppure un giorno dovremo rendere conto di come abbiamo utilizzato il tempo che ci era stato donato.
Ecco che questa sera siamo riuniti con il gruppo di Padre Pio, ma dopo la Santa Messa inizierà l’adorazione al Santissimo Sacramento esposto per tre giorni consecutivi con turni di preghiera ininterrotti; donazione anche per tanti che sono nel bisogno o lontani dalla fede, affinché possano un giorno ritrovare la giusta dimensione per cui ogni uomo o donna nasce, vive, muore.

Se guardo i volti assorti nella preghiera, vedo una serietà diversa, una consapevolezza di essere davanti al Re dei re, a colui che ha tanto amato l’uomo da donare la vita sulla croce per la sua salvezza eterna, nel luogo dove saranno asciugate le lacrime, dimenticati i dolori e le sofferenze, per vivere con Gesù, Maria i santi e gli angeli celesti.

Mi soffermo a pensare e quasi mi sento mancare pensando al grande mistero di Gesù Eucaristico che si lascia prendere nelle nostre mani, che si dona come nutrimento per le nostre anime, non ci renderemo mai abbastanza conto di questo mistero, la grandezza, la profondità, l’immensità di Gesù Sacramento.
Mani pulite, mani magari non troppo pulite, o ricevuto da ammalati magari lebbrosi, eppure Gesù vuole essere mangiato per donare tutto il suo amore, purché chi lo riceve non sia in peccato grave, nella lebbra dell’anima.

Perdonaci Signore, guarda quanti sono venuti per adorarti, per pregare e riparare alle tante offese di cui Tu Signore vieni fatto oggetto, riparare al non amore verso Dio e verso il prossimo.
“Confido, Signore, nella tua misericordia”.
“Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato”.
Recitava l’Antifona d’ingresso e ancora la Colletta:“O Dio, che nel tuo Figlio spogliato e umiliato sulla croce hai rivelato la forza dell’amore, apri il nostro cuore al dono del tuo Spirito e spezza le catene della violenza e dell’odio, perché nella vittoria del bene sul male testimoniamo il tuo vangelo di pace.”

Penso anche a San Pio da Pietrelcina, al suo amore a Gesù e come ha speso tutta la sua vita per le anime crocifisso senza croce.
Ricordo cosa diceva don Mario che aveva assistito alle sue Messe, quando alla consacrazione non si staccava dall’adorazione a Gesù Eucaristia e bevendo al calice il sangue del Signore, diceva don Mario, sembrava non volersi staccare con le labbra da quel nutrimento.

Anche a Don Mario va il mio pensiero, la mia preghiera, e il ringraziamento per avermi insegnato il dono della preghiera, ad amare San Donato e la Vergine Santissima la cara Mammina d’Oro e per avere dato a questo luogo tanto amore da desiderare di vederlo un giorno proclamato Santuario.

All’altare per l’occasione celebra il Vescovo emerito di Orvieto, Mons. Giovanni Scanavino insieme al nostro parroco e direttore spirituale del gruppo , don Cristian Meriggi.
All’omelia il Vescovo ha iniziato richiamando alla nostra attenzione un passo del vangelo di giorni addietro, dove Gesù sceso dalla Trasfigurazione sul Tabor, aveva trovato una folla in agitazione. Alla domanda di cosa stesse accadendo, si era fatto avanti un uomo dicendo che suo figlio era posseduto da un demonio, ma i suoi discepoli non erano stati capaci di scacciarlo.
Per certi demoni ci vuole la preghiera era stata la risposta di Gesù; allora questa sera siamo in sintonia con il Signore, ha proseguito il Vescovo, perché noi facciamo addirittura una maratona di preghiera.

Mettiamoci tutto l’entusiasmo e tutta la fede, ha esortato, chiedendo a Gesù il coraggio di saper perseverare e la forza di una purificazione totale.
Riguardo alle letture odierne, ha proseguito, la prima tratta dal libro del Siracide, ci parla della vera amicizia, valore inestimabile, intimamente legato alla fedeltà al Signore e al grado di fraternità, secondo il comandamento di amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.

Nella seconda lettura, troviamo Gesù che risponde ai farisei, dicendo che Mosè ha concesso l’atto di ripudio della moglie solo per la durezza dei loro cuori. Infatti fin dall’inizio della creazione non fu così, Dio li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla moglie e i due diventeranno una carne sola.
Marito e moglie sono uniti mediante il matrimonio Sacramento, per rappresentare la stessa unione d’amore che esiste nella Santissima Trinità.
Infatti, ha proseguito, in un altro passo del vangelo troviamo Gesù che dice: chi è mia madre, chi sono i miei fratelli, sono coloro che conservano la mia parola e la vivono, questi sono mia madre e i miei fratelli, i miei amici.

Forse Gesù voleva offendere sua Madre? ha sottolineato, no certamente, perché sulla croce il Cristo di Dio ci ha dato la più bella esaltazione d’amore alla sua mamma affidandoci tutti a Maria in Giovanni.
Donna questo è tuo figlio, figlio questa è tua madre e in quel momento tutta l’umanità è stata affidata nelle mani di Maria, la mamma di una schiera di figli che sono tutti coloro che vivono la comunione con Cristo Salvatore, così come Maria è intimamente unita al Figlio.

Il dono più grande che ci ha fatto Gesù sulla croce è quello di averci donato il suo spirito, ha spiegato il vescovo, a significare che donava tutto il suo amore perché tu moglie, tu marito possiate amarvi come io vi amo, perché possiate amare i vostri fratelli come io li amo.

E’ L’amore che Dio ha messo nei nostri cuori, lo stesso amore con cui Dio ci ama, l’amore dello Spirito Santo che ci è stato donato fino dal giorno del Battesimo.
L’amore tra marito e moglie non è più soltanto umano, ma divino in quanto sacramento e possono amarsi come Dio li ama, cosa grande se poi si paragona allo stesso amore che unisce la Santissima Trinità.
Allora è solo questo il vero amore, l’amore di Dio che sta nel nostro cuore e per questo Gesù ha detto, l’ uomo non divida ciò che Dio ha congiunto e non lo dice come un comandamento moralistico, ha puntualizzato, ce lo dice con ragione perché egli stesso ha riempito il cuore del suo amore.

In questa serata Eucaristica meditiamo che li non c’è un semplice pezzo di pane, in quell’ostia c’è il Cristo vero, il Figlio di Dio fatto carne, morto e risorto per mezzo del suo spirito, spirito di amore e verità.
Quando i cristiani si lasceranno prendere da questo turbinio d’amore, la vita allora riprenderà la sua dimensione, risorgerà la vita di famiglia e non ci saranno più divisioni, perché l’amore che è stato messo nei cuori, nessuno al mondo lo può togliere.
Amatevi come io vi ho amati, ha detto Gesù e se ci guarderemo l’uno l’altro con i suoi occhi, allora potremo vedere nel fratello nella sorella quell’amore che gli è stato donato per sempre.

E’ chiaro che quando mancano questi presupposti, quando si esclude il Sacramento, il matrimonio diventa solo un patto umano con tutte le debolezze e fragilità che portano a tante divisioni, causa di dolori e lacerazioni del tessuto morale e anche sociale.
Fra poco , ha proseguito, il vescovo consacrerà il pane e il vino, ma non è lui che consacra, è lo Spirito Santo, è l’amore di Dio che lo consacra perché tutti quanti possiamo essere di nuovo capaci di vivere come Gesù.

Ad Jesum per Mariam

Direttore spirituale: Don Cristian Meriggi
Capo gruppo e segretario: Marco Simonatti

PS: Il Gruppo di preghiera alla data odierna ha raggiunto il numero di 1950 iscritti.
Questa sera eravamo presenti circa 100/120 fedeli.

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