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Quarto momento
Dal Vangelo di Giovanni (Gv. 2,1-12)
1 Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù.
2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino».

4E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora».
5Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri.

7E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo.
8Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto».
Ed essi gliene portarono.

9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono.

Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». 11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. 12Dopo questo fatto scese a Cafàrnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni.

Don Cristian: Vi chiedo scusa se vi ho annoiato, ma è importante per me dirmi e dirvi queste cose.
Soprattutto concludere con un brano che ci parla di Maria.
Guardare a Lei è tirare il fiato, come si direbbe a Firenze.

E’ trovare un’espressione della Misericordia di Dio che viene incontro alle nostre debolezze.
Dio ha voluto che ci fosse anche questa presenza femminile nella nostra vita.

Una presenza materna che come tutte le mamme sanno e fanno, conoscendo i loro figli, gli stanno dietro fino a quando si avventurano incominciando a camminare.
E così anche nella fede Maria ci sta accanto, ci prende per mano, ci aiuta a rialzarci tutte le volte che cadiamo.
E Maria in questo brano ha un ruolo particolare.

Non mi fermo su questo brano che è il primo miracolo che Gesù fa .. Giovanni li chiama ‘segni’ i miracoli perché sono dei fatti che non sono fine a sé stessi, ma che ci rimandano a qualcosa di più grande.

In queste nozze del Vangelo di Giovanni, dove partecipa Maria e Gesù, in queste nozze è significata la festa di nozze di unione fra il cielo e la terra in Gesù nel grembo di Maria.
Quindi è il Mistero dell’incarnazione che c’è dietro, dietro come significato ultimo, ed il vino rappresenta la gioia.

Questo vino che viene a mancare rappresenta la gioia.
Questo vino migliore è la gioia che niente e nessuno può dare, ma che solo il Signore Gesù può dare.

E questo vino che è migliore dell’altro, è un vino che non nasce vino, è acqua .. a nessuno gli riesce farlo!
Anche a quelli che qui sanno fare il vino .. trasformare l’acqua in vino a nessuno riesce fare .. puoi mettere le bustine che tu vuoi, ma viene fuori un vino di bustine.

Ecco quell’acqua lì rappresenta la nostra umanità.
La nostra umanità che è trasformata, quello che accade nel battesimo: la nostra anima nel battesimo riceve la vita Divina.

Il sacerdote voi non lo sentite ma quando celebra la messa ci sono alcune preghiere che dice in silenzio, sottovoce ed una di queste la dice quando mette l’acqua nel calice, che dice così: “l’acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana.”

Rappresenta anche quello il Mistero dell’Incarnazione, questa nostra unione.
Quindi Maria in questo matrimonio si trova tra Gesù ed i servi, vedendo una necessità: manca il vino, manca la gioia.

Quindi Maria si trova fisicamente nel mezzo, fa da mediatrice; e Maria non si scoraggia alla risposta di Gesù .. avete sentito? Dice ‘donna che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora’ ..

insomma non è che sia una risposta tanto .. non la chiama mamma, la chiama donna.
Si, gli riconosce la dignità di essere donna, ma ‘che vuoi da me?”, cioè ‘stammi a distanza, non mi dire quello che devo fare” detto in lingua corrente.

Se Maria fosse stata permalosa .. mamma mia! Che cosa avrebbe fatto? O l’avrebbe mandato a quel paese o gli avrebbe detto “ci si rivede dopo”.
Invece no, Lei tranquilla .. sa che anche se non capisce perché Gesù ha fatto in quel modo, sa che Gesù, il suo Figlio è il Figlio di Dio; ed allora cosa fa Lei? Ai servi gli dice:

“Qualsiasi cosa Egli vi dica, fatela” .. perché prima di tutto così ha fatto Lei: ha accolto il Verbo di Dio nella Sua vita.

Quindi qual è lo stile di Maria che serve a noi?
Noi che siamo qui come cristiani, come volontari, come custodi di un luogo di Grazia .. l’atteggiamento è quello di Maria: Maria non perde di vista Gesù.

L’ha perso di vista una volta e gli è bastato: l’ha perso di vista perché si è fidata della carovana .. vi ricordate?
Quando Gesù si perde a Gerusalemme .. si perde che poi non si perde, perché sapete che cosa faceva?

Era in mezzo ai dottori a discutere sulle cose di Dio e Maria era andata via insieme alla carovana.
Era usanza che andasse in pellegrinaggio a Gerusalemme non solo la famiglia in sé stessa di 4 o 5 persone, ma tutti i parenti .. quindi era una carovana di persone che andavano via e probabilmente i bambini, come succede oggi quando ci sono tanti bambini, stavano tutti insieme, come ora: qualcuno dei grandi fuori con i bambini e qualcuno dentro.

E magari la Madonna pensava che fosse lì, e lì non era; e se ne accorge poi tre giorni dopo quando erano già avanti nel viaggio di ritorno.
Quindi quella volta lì gli è bastata sicuramente.

Ma Maria con l’anima non ha mai perso di vista Gesù e lo ha sempre seguito fino in fondo.
Tutte le volte, che erano maggiori di quelle in cui comprendeva, anche tutte le volte che non comprendeva quello che Gesù faceva e che sceglieva.

Maria è obbediente, ha fiducia in Gesù ed è attenta alle necessità.
Quindi Maria è obbediente ed ha fiducia.

Maria non ha una fiducia generica, così, Maria ha fiducia veramente del Signore perché ha ascoltato la Parola, l’ha ascoltata tutti i giorni, ed ancora di più da quel giorno in cui la Parola, dentro di lei, si è fatta carne.

Quindi Maria la Vergine dell’obbedienza e della fiducia, che genera fiducia: questi servi la seguono .. le potevano dire: “ma che ci dici? Gli manca il vino e ci dici di portargli l’acqua?”.
Maria è la Vergine dell’ascolto e dell’attenzione ai particolari di ciò che manca, attenta ai bisogni di chi gli sta davanti;

Maria è testimone ed apostola .. queste sono tutte caratteristiche che noi troviamo in Maria e che anche noi chiediamo per intercessione Sua al Signore di avere nella nostra vita, come cristiani ma anche come servi di Dio e custodi di questo luogo.

Testimone ed Apostola con l’esempio e con la Sua parola, indica la direzione, indica Gesù.
E’ la Vergine del silenzio, dell’accoglienza e del rispetto, la Vergine della perseveranza .. Ha perseverato fino in fondo, fin sotto la croce e anche oltre.

La sollecitudine e generosità, pensiamo alla visitazione .. Maria di corsa dopo l’Annuncio va da Santa Elisabetta, non è che si mette a pensare “quanto ci metterò, quali ostacoli troverò ..” prende e va; ed è la Vergine che accompagna sempre gli Apostoli, accompagna Gesù, accompagna gli Apostoli, è presente quando nasce la Chiesa il giorno di Pentecoste, è presente sotto la Croce quando Lei diventa nostra Madre, Gesù ce la consegna in Giovanni; è sempre presente nella vita del figlio e sempre presente nella vita dei suoi figli, degli apostoli.

Ecco guardando a Gesù ora rileggiamo ciascuno di noi questo brano del Vangelo nel silenzio chiedendo proprio a Lei che sa ben collaborare con lo Spirito Santo che ci aiuti ad abbandonarci all’opera di questo Spirito, perché quelli che sono i sentimenti di Maria e di Cristo siano impressi nei nostri cuori e nella nostra vita.