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Card Ernest SimoniIntervista al Cardinale S.E. Mons. Ernest Simoni
di Emanuele Piccini

Il Cardinale Ernest Simoni è diventato una “pietra significativa” di S. Donato a Livizzano.
Grazie alla Segreteria dell’Arcivescovo Giuseppe Betori, ho potuto incontrarlo il 7 gennaio prima della celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Donato a Livizzano.
Egli era ed è ancora legato a Don Mario Boretti.

Il primo incontro che il Cardinale Simoni ebbe con Don Mario Boretti, risale ai primi anni del 2000.
Allora era solo un sacerdote e si recò a S. Donato a Livizzano, grazie a Don Alessandro Marini che conosceva Don Mario.
Anche Don Simoni era – ed è ancora – esorcista.

Don Mario e Don Ernest concelebrarono nella messa e dopo si confrontarono su episodi – gli esorcismi – del loro ministero.

Stupisce un episodio verificatosi non molto tempo fa.
Il 20 gennaio 2017 – proprio nel giorno in cui ricadeva il compleanno di Don Mario – il Cardinale, nel viaggio di ritorno dal Santuario di S. Verdiana a Castelfiorentino, si mise a parlare di Don Boretti ed avvertì il desiderio di recarsi a pregare sulla sua tomba.

Egli non si rendeva conto di quanto fosse distante S. Donato a Livizzano, ma chiese di telefonare al parroco per avere il permesso di recarsi sulla tomba dell’esorcista.
Avuto il consenso, il tragitto dell’auto fu deviato per consentire a Simoni di recarsi laddove era stato indirizzato…

Simoni, giunto a S. Donato a Livizzano con chi lo accompagnava, incontrò nel cimitero Don Cristian Meriggi che da pochi mesi era stato nominato parroco del luogo.
Nel vedere il prelato, Don Meriggi esclamò:«Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

I due si recarono sulla tomba dell’esorcista ed insieme si raccolsero in preghiera.
Nello stesso giorno, il Cardinal Simoni raccontò a Don Meriggi della sua amicizia con Don Mario.
Da questo incontro è nata un’amicizia e sono nati gli incontri del prelato a S. Donato a Livizzano nel ricordo dell’amico Don Mario.

«Quando ci siamo conosciuti, raccontai a Don Mario la storia delle mie persecuzioni ad opera del regime comunista in Albania.
Oltre a questo egli mi chiese se mi era successo qualcosa durante gli esorcismi che facevo» ha iniziato a raccontare il prelato.

«Di episodi me ne erano accaduti… Ancora oggi, però, mi ritorna in mente un fatto accadutomi in Albania.
Verso la mezzanotte giunsero da me due persone, le quali ritenevano – secondo la loro visione – che una persona del loro villaggio stesse morendo… Benedii l’indumento che mi avevano portato e feci la preghiera di esorcismo.

Trascorsi sette minuti sentimmo un grande boato: era stato provocato dall’arrivo di sei grandi sassi fuori dalla stanza in cui ci trovavamo…
Non c’era dubbio: era stato l’intervento di Satana!
Allora rassicurai le persone che erano con me.

Non abbiate paura, la persona che dite in fin di vita adesso sta sorridendo ed è guarita.
Poi, quelle persone chiamarono telefonicamente al loro villaggio e rimasero stupite di sentire la voce serena di colui che era dato per spacciato…

Ma questo l’ho appreso molto tempo dopo proprio da queste persone che me lo raccontarono.
Infatti, esse avevano dubitato… » ha proseguito il suo racconto Simoni.

«Don Mario mi disse anche di fare attenzione perché Satana troppo forte… ma aggiunse anche che Dio attraverso la Madonna e la potenza di S. Michele Arcangelo ci salva tutti.
Ogni giorno faccio esorcismi entrando in contatto con tantissima gente.

Accadono fatti sorprendenti: le mamme partoriscono, gli ammalati di cancro guariscono e tutto ciò è documentato scientificamente!
Le persone durante la loro guarigione affermano di vedere l’Arcangelo Michele!
Ma i miracoli li opera Gesù! Dio vuole che tutti gli uomini abbiano la ricompensa del Paradiso!

Solo Gesù è la salvezza del mondo!» ha affermato il prelato.
«La medicina efficace per raggiungere la salvezza, però, è data dalla recita quotidiana di tre Rosari (Misteri Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi) e dalla devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù ed alla Divina Misericordia» ha concluso il Cardinale Ernest Simoni.

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