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San Giovanni Rotondo, 15 febbraio 2019

Carissimi fratelli e sorelle,
sono l’ultimo arrivato, in quanto a tempo, tra i figli spirituali e devoti nei Gruppi di Preghiera di San Pio da Pietrelcina, e subito mi tocca essere messo al “primo posto” quanto a visibilità: Direttore Generale!

Si tratta di una grande responsabilità che prescinde tanto dalla mia storia personale e dalle competenze e conoscenze sulla spiritualità e missione dei Gruppi.
Posso leggere quanto mi è stato chiesto e assegnato unicamente sotto la categoria del dono, e quindi chiedere a ognuno di voi, miei fratelli e sorelle, comprensione, generosità e preghiera.

So che in tutto questo non mancate, anzi, già mi avete fatto sentire la vostra gioia e vicinanza attraverso molti messaggi di augurio e richieste di incontro giuntemi da molte parti d’Italia e non solo.
Sono così entrato e mi sento ormai pienamente parte della famiglia dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio: ho molto da imparare, commetterò errori, ma sento il calore del carisma che mi è stato donato e che custodirò e diffonderò.

Sto dedicando parte del mio tempo a leggere scritti di Padre Pio e testi che parlano di lui: ho bisogno di lasciare che la spiritualità dei Gruppi arricchisca il bagaglio spirituale che fa parte della mia vita.

Mi ha colpito – leggendo i due discorsi che San Pio pronunciò in occasione dell’apertura di Casa Sollievo della Sofferenza nel 1956 e del primo anno di attività nel 1957 – che il Padre utilizzi in entrambe l’immagine del seme: immagine evangelica con chiaro riferimento alla parabola del seminatore.

Penso che tale immagine non sia da applicare unicamente all’attività caritativa e professionale dell’ospedale che iniziava a svilupparsi, ma possa ancora di più adattarsi ai Gruppi di Preghiera.
Ogni Gruppo è un seme di preghiera e carità sparso nel campo della Chiesa e del mondo.

Quanti semi sparsi e quante spighe maturate lungo tanti anni! Ma quanti ancora da seminare e da far crescere con cura e generosità.
Sì, ogni stagione, ha bisogno di ripetere l’attività della semina, perché la spiga cresca e produca in abbondanza e dia nutrimento alle generazioni che si susseguono.

L’augurio che rivolgo è quello di rimanere fedeli alla nostra vocazione di semi di preghiera e carità, in modo che ogni Gruppo costituisca, là dove vive e testimonia il Vangelo, una vera riserva di amore per i poveri, la Chiesa e il mondo.

In Cristo Crocifisso e Risorto

† p. Franco Moscone crs

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