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“Nella vita dei santi ci offri un esempio,
nell’intercessione un aiuto,
nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno.
Confortati dalla loro testimonianza,
affrontiamo il buon combattimento della fede,
per condividere al di là della morte
la stessa corona di gloria”.

(Dal Prefazio I dei Santi)

Carissimi,

abbiamo vissuto momenti importanti, belli, carichi della presenza di Dio.
Nella liturgia, nella celebrazione della devozione popolare troviamo il nostro nutrimento, il cibo per le nostre anime.
Il mese scorso abbiamo potuto celebrare il novantesimo compleanno del Cardinal Ernest.
Ogni volta che viene a San Donato – che ormai, come gli abbiamo detto più volte, è casa sua – è festa grande.

La sua presenza carica di speranza la vita di noi tutti e ci incoraggia semplicemente il vederlo camminare in mezzo a noi.
È come Abramo, che sperò contro ogni speranza, per la sua storia che grida al mondo le grandezze del Signore e la cura materna della Vergine Maria.

Novembre è un mese colmo di nostalgia e di speranza.
Anche la creazione partecipa a questa sensazione con i colori dell’autunno.
Nostalgia, perché ricordiamo coloro che non vediamo e non raggiungiamo più con i nostri sensi; speranza perché nella fede sappiamo che essi vivono e vivono nel Signore Risorto: i nostri morti.

A sostenere la virtù della speranza c’è la festa della luce, Ognissanti – non delle zucche vuote come la vuol far passare il mondo – la festa della pasqua dei nostri fratelli, che sono passati da questo mondo al Padre, che son giunti al compimento del loro cammino umano-spirituale: i santi.

È importante sapere che la nostra storia non finisce qui, sulla terra, in questa dimensione spaziotemporale.
La nostra storia nasce nel cuore di Dio, che ci ha amato e quindi pensati dall’eternità, ed è portata alla sua pienezza proprio in Dio, nel suo cuore amorevole di Padre.
Siamo fatti per Lui e la nostra pace e il senso pieno della nostra storia lo possiamo trovare solo in Lui.

Novembre è anche il mese della medaglia miracolosa, così cara a Don Mario.
Si, il nostro caro “padre” è stato un grande divulgatore della devozione alla medaglia miracolosa.
Siamo a Parigi, a Rue de Bach, e la Madonna appare nel 1830 a Santa Caterina Labourè dicendole di far coniare una medaglia secondo il modello che gli avrebbe mostrato.

A coloro che l’avrebbero portata con fede la Madonna ha promesso che: “tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia… “. San Pio da Pietrelcina, San Massimiliano Maria Kolbe, Santa Teresa di Calcutta, il Beato Papa Giovanni XXII sono stati tra i più grandi divulgatori della Medaglia e grandi annunciatori del messaggio di salvezza in Cristo in essa significato.

Buon avvento ed ogni benedizione a tutti voi.

Un caro saluto

Vostro don Cristian

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