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Carissimi amici di San Donato a Livizzano.

abbiamo iniziato a ritrovarci a celebrare insieme, ad incontrarci con tutte le accortezze della situazione.
Non è facile vivere questo momento insieme e collaborare.

Perché dico così? Purtroppo ci sono ancora persone che non riescono ad avere una coscienza di ciò che è accaduto e di ciò che potrebbe riaccadere se non siamo prudenti.

Aver celebrato una benedizione di un defunto in un cimitero di Firenze, essere a contatto con amici medici e infermieri, mi ha aiutato ad avere più coscienza di questo nemico invisibile che, quando colpisce, ti isola fino a distruggerti.

Chi lo contrae viene isolato; prima in casa e, nel peggiore dei casi in ospedale.
Chi decede, decede da solo, senza un parente o una persona cara.

Il personale sanitario stremato; la nostra sanità collassata; la nostra economia spolpata.
Eppure siamo ripartiti, con tanti sacrifici e con la speranza di avere imparato ciascuno almeno una cosa: da soli non riusciamo a farcela.

Da questa consapevolezza poi può ripartire tutto.
Anche i rapporti tra le nazioni e i continenti sono destinati a cambiare.
Non potranno essere come prima.

Si può solo migliorare o peggiorare.
Se agli egoismi nazionali e sovranazionali non si sostituirà la volontà di una costruzione di un nuovo equilibrio mondiale solidale, sarà il dramma nel dramma e il baratro dell’oscurità all’orizzonte.

Occorre mettere in campo tutte le forze: pregare, offrire e lavorare con uno sguardo di fraternità, consapevoli di essere parte di una famiglia grande quanto il mondo e, quindi, il male di un fratello  è il male della famiglia.

I giovani sono la nostra speranza!
Lo ripeto ancora, sono la speranza del nostro domani.

Il loro sincero desiderio di bello, di buono e di vero va sostenuto e custodito.
Loro possono essere i politici, i medici, gli educatori, gli imprenditori, etc. che opereranno non solo con la sapienza delle leggi umane, ma anche con la Sapienza del cuore.

Coraggio, in voi, giovani c’è una forza incredibile.
Il vostro patrono principale sia San Giovanni Apostolo ed Evangelista, il più piccolo tra gli apostoli, che conosceva il battito del Sacro Cuore di Gesù.

In questa fase 2, fase A di San Donato in riapertura, è chiesto un sacrificio a tutti gli amici di San Donato.
A chi può aiutare, in vari modi, è ben accetto.

Nella presenza alle celebrazioni è chiesta una sobrietà, che è manifestazione di altruismo.
Venire meno per permettere a tutti di venire.

Magari si potesse subito vivere il nostro “Santuario” come prima!
Se saremo attenti e collaborativi riusciremo a vivere bene anche questo momento e il futuro che ci sta davanti.

Ringrazio i volontari di vero cuore perché se San Donato è ripartito è grazie molto anche a loro e alla loro generosità.
Dio li benedica tutti.

Ringrazio anche i volontari dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri di zona, per il loro attento e generoso aiuto.
Tutti coloro che amano veramente questo colle, sono tornati “volando” a svolgere il loro servizio con amore e umiltà.

Ringrazio anche tanti benefattori, che ontribuiscono alla vita di San Donato, affinché questo luogo rimanga quello spazio di Cielo sulla terra che dà pace e speranza a molti.

Un sincero ringraziamento di vero cuore a tutti loro.
Dio ve ne renda merito.

Un caro saluto a tutti quanti ed una benedizione.

Don Cristian

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